Referto

scritto da Paulus
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Autore del testo Paulus

Testo: Referto
di Paulus


«Non ho scampo» disse. L'uscio dell'ambulatorio era appena accostato. Il medico scriveva il referto che avrebbe consegnato quanto prima. L'altro lo fissò senza dire nulla. Il medico soggiunse: «Le risultanze non lasciano dubbi; e, a meno che non succeda qualcosa di…, la prospettiva è delle più nere. Non mi posso lamentare: tutto sommato, sono arrivato a cinquantacinque anni e se il decorso sarà graduale, toccherò i cinquantasei.»
L'altro era suo cognato: uomo di poche parole, ma che certamente gli sarebbe stato vicino. Soprattutto a sua sorella. Depose il camice spiegazzato su una sedia. Poi una bionda, un'altra, anche se era vietato fumare; il vano s'intossicava: la foschia bianco-azzurra aleggiava dappertutto. «Per ora non dire niente: la patologia è asintomatica, cova dentro ma fuori non si scorge nulla. Niente allarmismo. E se inavvertitamente si fossero scambiate le documentazioni sanitarie? Improbabile ma non impossibile. Domani farò un controllo» disse alterato.
Il cognato tentò di avviare il motore; ancora quel grattacapo: anche questa volta l'immobilizer fece cilecca. Blocchi di neve ai lati del viale, squadrati in quel modo, sembravano pietre per l'edilizia. Tirò la leva interna sbloccando il cofano, scese. Sembrava tutto in ordine. Fece cenno di salire. «E adesso dove si va? Una sortita fuori porta? Dove c'è l'osteria del Gambero. Ci si può sedere per discutere davanti a una pinta» disse.
Servirono una pinta imperiale: quasi seicento millilitri di birra artigianale e per sollecitare la sete anelli di cipolle fritte e tartine. Presero posto. Accanto a una brigata che celebrava il compleanno di uno di loro. «Lo sospettavo, avevo come questa sensazione. Del resto sono un medico e certe intuizioni rivelano meglio di ogni analisi» sussurrò come se qualcuno fosse in ascolto.
Si fece tardi: la luce invernale scemava nel primo pomeriggio. Il taverniere spense le candele di sego che davano una luce color ambra sul bancone del locale. «Torniamo indietro. Mi aspetta e so per esperienza che se tardo si allarma» disse il medico mentre la suola roteando polverizzava il velo di neve rassodata.
Il giornale radio della sera diede la notizia: l'autovettura si era capovolta; il conducente e il passeggero, di cui non si conoscevano ancora le generalità, erano rimasti intrappolati. «Vi metteremo al corrente delle ultime novità.»
Il sostituto aveva scambiato i fascicoli sanitari, convinto che il primario si sarebbe messo a riposo, saputo l'esito degli accertamenti diagnostici. A lui sarebbe comunque toccato di eseguire l'esame autoptico. Fu eseguito alla presenza del medico legale della compagnia assicurativa, che indennizzò la moglie.
Due mesi dopo salirono sulla nave da crociera la moglie con il nastro del lutto appuntato sulla giacca del tailleur, e il sostituto, che ora era subentrato, a tutti gli effetti, al marito della signora.
Referto testo di Paulus
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